Ricordo di un Natale

Sono in ematologia con Luca,lui sta lottando per vivere, io sto lottando per non perderlo. Ogni paziente è attaccato ad una macchina ed il suono delle macchine scandisce il battito del cuore e ti dice che sei ancora vivo. 
Luca mi guarda e mi dice " mamma siediti qui vicino a me" ed io gli chiedo "perchè vuoi che mi sieda li"....così ti guardo.....mi risponde Luca.
Io sono ancora seduta lì, in quella sedia accanto ad un letto dell'ematologia, con lo sguardo di Luca che mi accarezza.
Restiamo lì, io e lui , sono trascorsi quattro anni , ma noi siamo sempre là, accanto a tutti coloro che si avvicendano in quei letti, pazienti, medici e personale e Luca mi dice " quando guarirò voglio aiutare la ricerca" voglio aiutare l'ematologia,questa ematologia del policlinico di Pavia.
È la notte di Natale e noi siamo là, io Lorenzo e Luca,ci guardiamo negli occhi, ci teniamo per mano e sorridiamo, fiduciosi che ci sarà un giorno in cui il rumore di quelle macchine a cui sei legato giorno e notte faranno scorrere dentro di te linfa che ti regalerà la vita.
Siamo "Luca per non perdersi nel tempo "viviamo per raccogliere fondi per la lotta contro i linfomi, i mielomi e le leucemie, uniti a Paviail.
Buon Natale a tutti, grazie per sostenerci, aiutarci e lottare con noi.
Buon Natale da noi, con Luca in quel reparto, il nostro Natale è la', stanza 18, letto accanto alla finestra, le macchine che suonano tutta la notte ed il sorriso di Luca che non si perde nel tempo.
Auguri, che sia un Natale di pace, salute e serenità per tutti.

Sto per ripartire per Lourdes.

Ogni partenza è una valigia piena di sussurri e sospiri da deporre ai Suoi piedi. Come qualche anno fa, quando impiegai la maglia di Luca: così questo ragazzo entrò a far parte della mia vita. Portai la sua maglia in Grotta e lo affidai all'Amore della Madre Dolcissima. Lui fu chiamato in cielo dopo qualche mese.webtestimonianza 5


Non siamo nati per stare qua, ma fatti per trasmettere amore. Ci sono persone che danno molto semplicemente con un sorriso, ci sono persone che insegnano vivendo, e così Luca con i suoi famigliari non smette di dare forza e speranza. Quando decisi di intraprendere il mio piccolo viaggio in Africa tra le missioni di suore amiche, volli un orologio di Lucaper non perdermi nel tempo, da indossare e da lasciare poi. Un piccolo testimone della vita che continua.

E' stata un'esperienza a tinte forti, come ormai amo dire. Ho vissuto tante emozioni, ho camminato in mezzo a strade piene di gente e polvere, ho abbracciato bimbi, ho stretto mani, ho diviso sorrisi e caramelle, ho guardato suore mai stanche non smettere di dare carezze. Ho ricevuto tanto, sempre stando attenta a...


NON PERDERMI NEL TEMPO!


L'ultimo giorno io e suor Elena siam uscite per recarci da Wilston e consegnare l'orologio di Luca.

E' stato un momento molto dolce. Questo ragazzo di 32 anni rimase paralizzato in seguito a una caduta da un albero 8 anni fa. Per motivi di "cure" africane da allora può stare solo impiedi o coricato. I disagi e i problemi di un essere umano in quelle condizioni in Africa vengono talmenye esaltati da rendere talvolta difficile la sopravvivenza, basti pensare come siano frequenti le infenzioni alle vie urinarie. Quando la suora mi disse che voleva dare a questo ragazzo l'orologio non ho avuto dubbi. Non foss'altro per il fatto che ero certa avesse capito il mio desiderio...ma non immaginavo che persona mi sarei trovata di fronte. Sta presso la sua bottega con lo sguardo fiero, un guerriero puntellato da lunghe stampelle che sfuggono ad un'occhiata distratta, tanto postura e sguardo catturano l'attenzione.


web testimonianza 3Schiva l'approccio diretto e ossequioso dalla sua statura lo sguardo va oltre e non si mescola a formalità. Non si sofferma per non far soffermare, forse. Non vuole chiedere, nè sa mendicare. Ha una piccola - direi per noi, di dimensioni importanti per Bukavu - bottega nella quale confeziona scarpe in cuoio insieme ai famigliari. Non si è arreso mai. Accetta il dono senza troppi ossequi, mettendolo velocemente in tasca. Quando poi Elena gli spiega il motivo di quel presente, senza molte parole lo indossa e dice: "pregherò per Luca".


Il suo volto non trasmette emozioni. Non so che fine farà quel piccolo oggetto, ma sicuramente darà forza perchè sapere che c'è qualcuno che ti ha scelto sia pur nella polvere e nell'infermità sostiene e aiuta a guardar avanti. Tornando Elena mi racconta che qualche giorno fa il ragazzo aveva avuto la visita della giovane che frequeentava prima dell'incidente. Non si erano più visti, lei gli avrebbe detto di aver un figlio di otto anni: suo figlio.

Tenuto e cresciuto nella speranza di fargli abbracciare il padre, un giorno.web testimonianza 4


Wilston avrebbe deciso di riconoscerlo perchè, dopo la caduta, il suo essere uomo era svanito insieme a tanti sogni proiettati nel futuro. "Eh che vuoi, suora, non importa chi è il padre... potrò avere una mia famiglia...".
Per non perdersi nel tempo è anche questo: vivere seguendo il cuore.

 

Un grazie a Luca e ai suoi famigliari.

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